IL TUO VIAGGIO




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Informazioni

Noleggia un’auto con conducente con Moveu e muoviti in tutta libertà tra i gioielli del barocco leccese. Da piazza Sant’Oronzo al Duomo, dai più ricercati ristoranti al gusto del cibo di strada salentino, dal brulicare delle movida agli eventi dell’estate leccese ecco cosa vedere, cosa mangiare e cosa fare nella Firenze del Sud.



CURIOSITA'

Roccia. Pallida roccia calcarea, facile da lavorare perché imparentata all’argilla. È la pietra leccese il segreto della bellezza del capoluogo salentino. La bellezza di una terra che ha saputo letteralmente plasmare le sue fortune a dispetto di ciò che le manca: il mare. Quella presenza acqua e salsedine che bacia Bari, Barletta, Brindisi, Taranto e Trani, e che rende difficile pensare a un capoluogo pugliese senza onde all’orizzonte. Quell’assenza che, dopo la prima urbanizzazione romana, sembrò cancellare dalla Storia la città schiacciata dalla vicinanza dei porti di Gallipoli, Otranto e Bari. Normanni, svevi, angioini: modellando la pietra, sin dalla costruzione dalla Cattedrale nel 1144 Lecce delinea i tratti del suo volto attuale, recuperando centralità con Carlo V. Cominciano i secoli di pietra, i secoli di un’interpretazione unica del barocco, meno sfarzosa e appariscente, tutta giocata sulla pulizia delle linee, sui giochi di luce, su una geometria quasi rinascimentale. Una somiglianza che porterà a ribattezzare Lecce con il suo splendido volto modellato in pietra, “la Firenze del Sud”.


COSA VEDERE

Non sarà facile abbandonare la mondanità di Piazza Sant’Oronzo, punto di partenza obbligato alla scoperta del capoluogo salentino. Circondato da locali e ristoranti, caffè e negozi, ci penserà la centrale Colonna di Sant’Oronzo – romanica gemella di quella che svetta nel porto di Brindisi e dono dei brindisini al santo che li liberò dalla peste del 1656 – a ricordarti che la storia e la bellezza di Lecce ti chiamano al cammino. Guadagna l’uscita della piazza gustando le suggestioni veneziane della Chiesa di San Marco, l’eccentrica bizzarria di Palazzo del Seggio e il salto nel tempo dell’Anfiteatro Romano, tuffati nei vicoli del centro storico fino a imbatterti nella solennità della Basilica di Santa Croce. Di fronte alla più alta espressione del barocco leccese concediti il tempo di superare il meravigliato stupore di chi si imbatte nella costruzione voluta dalla Congregazione dei Celestini nel Cinquecento e di dedicare un attento sguardo ai dettagli, a partire dallo scenografico rosone. Neanche il tempo di riprenderti della meraviglia e a pochi passi Piazza del Duomo, capolavoro architettonico-urbanistico, saprà definitivamente convincerti dell’infinita bellezza di Lecce.


COSA FARE

Lo shopping per le vie del centro, le visite guidate al Castello di Carlo V, le labirintiche passeggiate per le Giravolte o i pomeriggi all’aperto di Parco di Belloluogo: con la bella stagione Lecce dispensa generosa occasioni di svago e di socialità. Fitto il calendario di eventi primaverili ed estivi, a cominciare dall’invasione di cinefili e registi in aprile per il Festival del Cinema Europeo. È invece la musica, a dominare la scena del maggio leccese, col Maggio Musicale Salentino e il palco del Teatro Paisiello aperto ai più svariati generi. Sempre a maggio aprono anche i battenti dei portoni privati, con Cortili aperti, per rendere accessibili i tesori nascosti dei palazzi e trasformarli in luogo di musica e spettacolo. Luminarie, cavalcate in costume, processioni e una gran festa salutano invece dal 24 al 26 agosto il patrono Oronzo.


MANGIARE

Niente paura, le energie spese camminando alla ricerca delle bellezze della Firenze del Sud saranno ampiamente reintegrate a tavola. Perché Lecce è città d’arte anche con forchetta e coltello. Ciceri e tria (pappardelle lesse e fritte con ceci) sono il piatto iconico della cucina cittadina, splendidamente accompagnato dalle sagne ‘ncannulate (tagliatelle avvitate su se stesse, condite da pomodoro fresco e cacioricotta) o dalla pasta fresca condita con ricotta forte e ragù. Particolarmente saporito quello di cavallo, accompagnato tra i secondi piatti tipici della cucina salentina dalle lumache (municeddhe) e dagli involtini di interiora cotti alla brace (turcinieddhi). Rustici (pastafrolla, pomodoro, mozzerella e besciamella), puccia e uliata (tipici pani della zona) farcite, pitta (focaccia) di patate, accompagneranno le tue passeggiate all’insegna dello street food, rigorosamente da accompagnare a un dopo pasto a base di caffè leccese (ovvero con ghiaccio e latte di mandorla) e pasticciotto (pastafrolla con la crema).

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