IL TUO VIAGGIO




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Informazioni

Il fascino senza tempo di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, non è mai stato così a portata di mano. Con gli shuttle Moveu raggiungi con semplicità il capoluogo lucano, tra spa e resort scolpiti nella pietra, ristoranti stellati e cucina tradizionale, chiese rupestri e terrazze di pietra, storia, tradizioni e folklore nella terra che ha ispirato Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson



CURIOSITA'

Dici Matera e pensi Sassi. Ma è all’acqua che devi guardare se vuoi penetrare il più nascosto segreto di uno dei centri abitati più antichi d’Italia. Perché mentre pensi Sassi e guardi un presepe che sembra di tufo, in realtà stai vedendo il mare. O, meglio, quello che resta del mare, come saprà rivelarti la calcarenite (no, non è tufo!) schiudendoti il segreto di conchiglie e fossili marini. Acqua dunque. Quella stessa acqua che determina uno sviluppo urbano – quello dei Sassi – che appare illogico, insensato, folle ai nostri occhi oggi abituati a grattaceli, torri, scale e ascensori. Laddove il nostro senso comune è abituato a città che si sviluppano puntando verso l’alto, Matera e i suoi Sassi scendono in quello che ha tutta l’apparenza di un canyon desertico. Voltati a cercare, ancora una volta, acqua. Perché è verso il basso che l’acqua scorre e allora, orfana del mare, Matera ha scritto la sua storia sfruttando l’acqua che erode la pietra, formando scoli e tubature naturali, scavando cisterne in Sassi che – di necessità, virtù – hanno imparato ad accogliere abitazioni e genti, a trasformarsi in forni e botteghe, ad ospitare chiese e decorazioni artistiche. È questa storia di umano genio - unitamente alla capacità di una terra che ha saputo riqualificare e valorizzare quella vita nelle grotte che, ancora a metà del ‘900 facevano parlare di Matera come della “vergogna d’Italia” – che è stata premiata con la nomina a Capitale Europea della Cultura 2019. Consacrazione della magia e del fascino senza tempo di una comunità formata tra i sassi, lungo un fondale lì dove un tempo c’era il mare.


COSA VEDERE

Più che una semplice passeggiata: perdersi tra i Sassi di Matera, arrampicarsi sulle sue faticose salite e frenare lungo le interminabili discese è esplorare un ambiente urbano unico nel suo genere, non a caso dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1993 Avventurati tra vicoli, grotte, sorprendenti ambienti sotterranei, prima di riprendere l’orientamento e comprendere la morfologia dei Sassi. Individua il Sasso Caveoso, la più antica e autentica parte della città: aggirandoti tra case sospese nel tempo scavate nella roccia e antiche botteghe individua la Chiesa di Santa Maria de Idris, con i suoi affreschi bizantini e uno splendido affaccio sulla zona. Attraversa la Civita, ammirandone la Cattedrale duecentesca e accedi attraverso essa al Sasso Barisano per scoprire la più grande chiesa rupestre della città, quella intitolata a San Pietro Barisano.


COSA FARE

Se la primavera e l’estate materana sono quest’anno costellati dalla miriade di appuntamenti del cartellone di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, il capoluogo lucano dispensa da sempre occasioni di incontro e socialità nelle belle stagioni. Cinema, incontri e rappresentazioni cinematografiche animano per tutta l’estate il Parco della Murgia Festival, mentre la musica jazz risuona tra i Sassi tra giugno e agosto in concomitanza del Festival Gezziamoci. Il 2 luglio torna in scena la tradizionale distruzione del carro di cartapesta, la sfilata dei cavalieri e la processione dei pastori al mattino per la festa patronale della Madonna della Bruna, mentre rievocazioni storiche, fuochi d’artificio e graziosi mercatini accompagnano il 20 settembre il Santo Patrono Eustacchio per le vie della città. Un capitolo a sé merita la Via Crucis materana, di scena nella splendida cornice naturale che ha portato Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson ad ambientare tra i sassi “Il Vangelo Secondo Matteo” e “La Passione di Cristo”.


MANGIARE

Non è solo l’immobile e muta presenza dei Sassi a rendere Matera un’esperienza del tutto assimilabile a un salto nel passato. La tradizione enogastronomica del posto, anche quando rielaborata nei raffinati bistrot e nell’unico stellato della regione nascosto in un anfratto del Sasso Barisano, è fatto di storia e materia. Della pietra calda, ad esempio, da cui a ogni ora si sforna la focaccia alla chianca. Olive, pomodorini e salsiccia pezzente i condimenti preferiti per queste pizze alte e croccanti, come per il pane di Matera, altra istituzione dello street food locale. Proprio in coppa di pane è spesso servito fave e cicoria, piatto contadino che spopola sulle tavole locali al pari della cialledda (pancotto, rape, cipolle). Ma è la crapiata la più incredibile tra le storie messe a tavola dal capoluogo lucano: fave, piselli, cicerchie, ceci e fagioli compongono questa tipica zuppa nata testimone della cucina sociale di un tempo. La crapiata nasce infatti dall’incontro tra i Sassi di famiglie mettevano in comune quello che avevano in dispensa. Almeno un assaggio va riservato alle “patatine di peperoni”: i peperoni IGP Senise, esiccati al sole e fritti per diventare “cruschi”. In enoteca, di origine controllata il Primitivo, il rosso jonico e moro, il greco, il bianco e lo spumante Matera.

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