IL TUO VIAGGIO




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Informazioni

Ulivi secolari e terra arsa, spiagge incontaminate e mare cristallino: noleggia con conducente un transfer Moveu e guarda scorrere sotto i tuoi occhi dal finestrino l’unicità del Salento. Dal comfort cinque stelle dei migliori villaggi turistici al fascino nascosto delle città meno note, dalle spiagge più belle alla scoperta dei segreti del Negramaro, ecco i luoghi da visitare: dalla raffinata Gallipoli alla marina di Ugento, dall’intramontabile fascino della Storia a Otranto alla mondanità di Porto Cesareo.



CURIOSITA'

Non solo il sole, il mare e il vento, ad assicurare a questa terra calde estati, rigogliosi raccolti, acque cristalline e una incredibile varietà di paesaggi naturali. Il Salento non è definito dal solo passaggio di ogni forza della natura che l’uomo possa immaginare, da qui è davvero passato tutto il mondo. E no, non ci riferiamo al boom del turismo che nell’ultimo decennio ha trasformato il Salento in una delle mete più ambite per le vacanze al mare. Parliamo invece del fascino di una terra caratterizzata dal sedimentarsi di culture e tradizioni, dalla mescolanza di genti e lingue. Quella greca, per esempio, che ancora vive griko - dialetto dei 12 comuni dell’isola linguistica della Grecia Salentina – testimone della storia magnogreca (importanti quella di Gallipoli e Otranto), dell’accoglienza data ai bizantini, e di una costante dialettica tra Oriente e Occidente che ha portato in questi luoghi romani, normanni, saraceni e l’Islam. Un caleidoscopio di umanità che ancora oggi vive nei racconti sui martiri d’Otranto passati per la lama del comandante turco Gedik Ahmet Pascià o in pratiche magico-religiose come il tarantismo, il cui fascino ha portato le note della pizzica in tutto il mondo.


COSA VEDERE

Salento è viaggiare verso Sud, tra distese di sabbia, acque limpide, spiagge affollate o isolate calette. Distilla il meglio di un’esperienza ovunque incredibile concedendoti un tuffo nelle acque di Porto Cesareo. Torre Chianca, Torre Lapillo, Punta Prosciutto, Spiaggia delle Dune: per chilometri l’ex villaggio di pescatori regala sabbia sottile e basse acque di cristallo. Pochi chilometri più in la, a Gallipoli, perditi nell’Antico Porto incorniciato dal Rivellino, dal Castello Angioino e dal via vai di pescherecci che lasciano o ritornano agli ormeggi per poi risalire la città vecchia fino alla sfarzosa imponenza della Cattedrale di Sant’Agata. Lungo la strada per Ugento prendi una pausa dal brulicare del litorale, scoprendo la profondità della Cripta del Crocifisso o all’ombra dei raffinati affreschi della chiesa della Madonna di Costantinopoli. Dalla raffinata Marina di Ugento raggiungi il tacco d’Italia: Otranto saprà stupirti con la geometrica perfezione del Castello Aragonese, con la frizzante atmosfera dei suoi vicoli affollati di deliziosi negozietti, con l’enigmatica presenza della Cattedrale normanna e del suo monumentale mosaico pavimentale, dagli sgargianti colori della Cava di Bauxite.


COSA FARE

Non c’è notte, nell’estate salentina, in cui una sagra o una festa patronale non accenda i borghi della regione, animati sin da primavera da un’incredibile varietà di locali e dalla stessa identica voglia di socialità. Caratteristici da queste parti gli addobbi luminari, vere e proprie opere d’arte – come nel caso della festa della Santa Domenica a Scorrano, dal 6 all’8 luglio– capace di immergere il visitatore in lunghe e colorate gallerie di luce. Bancarelle, cibo di strada e spettacoli pirotecnici completano il tipico spettacolo delle feste patronali in Salento. E se sarebbe un vero tour de force la sola idea di visitarle tutte, imperdibili sono almeno gli appuntamenti con i Santi Pietro e Paolo (a Galatina, dal 28 al 30 giugno), San Vito (Tricase, dal 9 all’11 agosto), San Giuseppe da Copertino (16-19 settembre) e con la Madonna dell’Assunta (a Martano, il 14 e 15 agosto). Otranto festeggia i suoi Santi Martiri il 13 e il 14 agosto, nel cuore di un’estate animata da un ricco calendario di appuntamenti di spettacolo. Gallipoli celebra invece Santa Cristina dal 23 al 25 agosto, con la goliardia della “cuccagna a mare” e una solenne processione per terra e per mare seconda per fascino solo a quella degli incappucciati nella Settimana Santa. Imperdibile in agosto l’appuntamento annuale con le folli danze de La Notte della Taranta.


MANGIARE

Assolata e accarezzata dal vento la terra regala alla tavola del Salento pomodori e verdure selvatiche, grano e orzo, pascoli e lumache. Il resto lo mette il mare, in una cucina locale che profuma d’Oriente grazie al robusto utilizzo di miele, mandorle e cannella. E lo capisci sin dal mattino, accompagnando al tipico pasticciotto (pastafrolla con la crema) con il caffe, in ghiaccio contro la calura estiva, o leccese con l’aggiunta di latte di mandorla. Il trionfo della terra a tavola lo leggi negli altri pasti, dalle fae nette e foje (purea di fave con verdura selvatica) alle generose porzioni di municeddhe (lumache al sugo o con la cipolla), dalle rape ‘nfucate (affogate in acqua e olio) ai pezzetti di cavallo al sugo. La classica cucina di mare pugliese si arricchisce qui del purpu alla pignata (cotto a tocchetti in un intingolo di pomodori) e della Scapece gallipolina (pesci fritti, marinati in aceto e zafferani). Pittule (pastella fritta), rustici (pasta sfoglia condita con pomodoro, besciamella e mozzarella), frise (pane biscottato di diverse farine) e pucce (una sorta di forma di pane morbida, bassa e tonda) rendono unico lo street food in salsa salentina.

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